La cura che viene dal freddo

Anche a Torino, alla Ginnic Life in via San Francesco da Paola, è ora possibile usufruire degli innumerevoli vantaggi della crioterapia per il recupero fisico e la cura di diverse patologie

La parola con cui la si definisce, crioterapia,  deriva dal greco e significa letteralmente “cura  con il freddo”, ma quella che è balzata agli onori delle  cronache grazie alle immagini di molti atleti che vi ricorrevano per curare traumi,  si chiama più propriamente “crioterapia sistemica”. È  stata messa a punto in Giappone qualche decennio fa  pensando di sfruttare i ben noti vantaggi che si ottengono applicando il freddo  in maniera mirata su parti del corpo infiammate (come la tipica borsa del ghiaccio)  oppure come shock termico per il benessere dell’organismo (si pensi ai tipici  tuffi nell’acqua gelata dopo la sauna nei Paesi nordici).  Praticamente la classica scoperta dell’acqua… fredda, la  crioterapia, per l’appunto, è  diventata molto presto, grazie all’evidenza dei risultati, una pratica famosa e ricercata, in ambito sportivo e non solo. Ma quello che fino a poco tempo fa per i torinesi poteva solo essere ammirato da lontano, che si trattasse dell’America, dove era usato da attori e vip, o di Milano o Roma, città italiane pioniere  per questa pratica, è ora diventata un reale possibilità. Grazie a Carlo Zucca, dottorato in Scienze Motorie  e grande esperto del settore  con quattro decenni di esperienza, nella palestra Ginnic  Life di cui è titolare tutti possono finalmente approfittare  dei vantaggi e benefici che  inizialmente erano appannaggio esclusivo, all’ombra della Mole, soltanto dei  calciatori della Juventus. Il  funzionamento è presto detto. Le persone vengono fatte accomodare all’interno di un grande cilindro in acciaio da cui sporgerà solo la testa (nessun disagio per i claustrofobici), indossando solo calzature calde e biancheria  intima in cotone. Il trattamento dura da un minuto e mezzo a tre minuti ed ha inizio con la trasformazione  dell’azoto liquido – l’elemento chimico più abbondante nell’universo e naturalmente presente nell’aria  – in gassoso che viene così  immesso all’interno del cilindro. La temperatura che raggiunge la nube di azoto è di -170°, benché quella effettivamente percepita sia “solo” di -15°, ma è proprio questo lo scopo della terapia che approfitta dei benefici  apportati dal freddo, potentissimo antinfiammatorio  grazie al suo effetto vasocostrittorio e di conseguenza  senza effetti collaterali, ed è indicata anche nella cura  dei dolori cronici e per combattere l’osteoporosi. Ma, come spiega Carlo Zucca, i motivi per chiedere un programma mirato e avvicinarsi  alla crioterapia sono molti e diversi: «La crioterapia è molto richiesta anche da chi vuole dimagrire: è in grado di innescare un repentino calo di peso» e questo perché brucia gli acidi grassi e allo stesso tempo aumenta anche  il metabolismo basale, senza contare che è anche utile «per contrastare la cellulite  attivando la microcircolazione sanguigna». Gli effetti sono evidenti già dopo poche sedute, ma del resto basti considerare che in una applicazione di tre minuti si possono arrivare a bruciare ben 1300 calorie, dato confortante ora che, passate le  festività e relative abbuffate, è il momento di tornare in forma e fare i conti con la propria bilancia. Evidentemente i torinesi  hanno immediatamente capito l’importanza e l’utilità  di poter ricorrere a sedute di crioterapia decretando fin dall’inizio il successo dell’iniziativa della Ginnic Life. Verificando così in prima  persona anche gli altri vantaggi che essa offre, considerato che viene consigliata come terapia in una quantità di altre problematiche: dal  recupero fisico, all’ossigenazione dei tessuti, alla cura dell’asma, per ritrovare desiderio sessuale in caso di calo  dello stesso, come aiuto per  il ciclo del sonno, per abbassare il livello glicemico  in chi è affetto da una forma di diabete, per innalzare il livello di HDL – il cosiddetto “colesterolo buono” -, come terapia per le cefalee (il freddo aumenta la soglia del dolore)… «In Europa è molto più conosciuta che in Italia» spiega sempre Zucca, ricordando anche che in alcuni Paesi, come ad esempio  la Polonia, è in parte a carico  del Servizio Sanitario nazionale. Controindicata solo per  i cardiopatici gravi e persone che soffrono di pressione  molto alta, per usufruirne  occorre portare un certificato medico (eventualmente  è possibile richiederlo alla Ginnic Life) o firmare un  modulo di scarico di responsabilità. Per informazioni, o per prenotare un trattamento, ci si può recare presso il centro Ginnic Life in via San Francesco da Paola 40/d (aperto 7 giorni su 7 dalle 7 alle 22), oppure chiamare il numero 011 889052.

 

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